Un Napoletano all'Eroica!

27/12/2016

Un Napoletano all'Eroica!


 


UN NAPOLETANO ALL’EROICA!

 

Prologo

Erano come tamburi nella notte, continui, ininterrotti, solo l'incedere cambiava, ora cupi e ritmati come dita su di un tavolo d'attesa, ora sordi e scalcagnati come d'armata in inutile ritirata. 

La pioggia, sulla tendopoli improvvisata pria della battaglia, colei che mi tenea col corpo insonne tra le sue fiabe senza morale. Oppresso da un male interno che straripando voleva venir fuori, mi incamminai nell'oscurità di un ticchettio d'orologio battente su quell'alcove velate, me ne rivelava l'ostacolo il rumore, ed altri ancora, di chi riposava con fatica, di chi ancor nel sonno digeriva, e non disdegnava di manifestarlo per ogni orifizio disponibile, di chi, e li ebbi inizial paura, emetteva orgasmici ululati di mannara natura. E come cieco, tastando ed evitando l'onde sonore, giunsi così cola dove si puote liberar lo proprio corpo da ogni liquido maleficio Interno, lo solido volle restar tappato dentro, a mi ricordar le sofferenze c'ogni ardimentoso uomo in lui nasconde!

Non era ancora l'ora in cui s'appresta il giorno, ma il gallo nero,

impettito sulla montagnola di tralci a vite, fè squillar la sua ugola d'adunata. Vibrò tutto il mio corpo, il mio ventre ancor di più, impulsi di folgore partiron per ogni dove, a braccia larghe invocai la mia armatura, e subito fui ricoperto di bianco candor ed aureo color, e di stessa bardatura il mio destriero, ed un ultimo pensiero, al mio sire, ed al suo germano, chiamansi Milano, ma di Partenope son figli, cresciuti coltivando gigli... 

  




      











 

 

“SON PRONTO!” …e lancio un dardo nell'oscurità,

 

SON PRONTO, L'EROICA VADO AD AFFRONTAR!”


Gaiole in Chianti (SI) - 02 ottobre 2016.

Sveglia alle 05:00 del mattino, dopo una notte insonne, in tenda, senza materassino, con pioggia battente e l'inibizione di andare in bagno, con la non remota possibilità di trattenerla per 135 km. ...

Tutti i dubbi covati fino ad allora erano diventati certezza: "ma chi me lo ha fatto fare?"

La mia stupidità!!! Ogni uomo ha una certa percentuale di stupidità, la mia è molto alta, tanto alta da ...

Il buio ci seguirà fino alle ore 07:00 circa, ma dopo una sacrale vestizione, inutili riti preparatori e riunito il gruppo forte di 7 unità, ci incamminiamo, anzi, pedaliamo verso la partenza. Pochi metri da dove eravamo accampati, ma non so, per quale strano motivo di viabilità, ci costringono ad allargare ed allungare il percorso, logicamente in salita, tanto da sembrare già in corsa. Decidiamo quindi di improvvisare il nostro pre-primo punto ristoro: colazione al bar prima della partenza! Caffè e cornetto per tutti, per me solo caffè, in quanto non riuscivo ad ingerire null'altro, visto l'estremo imbarazzo delle mie viscere. Finalmente riusciamo ad arrivare in partenza, in un festoso clima di sagra di paese, timbriamo il nostro libretto della corsa, ore 06:00: Partenza!!! …si, però, un attimo, aspettate, dobbiamo salutare Ludovico, che ci ha accompagnati si al traguardo, ma lui deve fare il percorso da 75 km., quindi deve partire alle 08:00. Baci, abbracci, in bocca al lupo e foto al nuovo gruppo ridotto a 6 unità! 

                                                

Ora si parte sul serio, e via, lucette accese perché il buio si fa subito pesto, nero, oscurità totale, ogni tanto effettuavamo un appello vocale per avere conferma di non aver perso nessuno. Ed è un subito salita, fino al Castello di Brolio, 527 mt di altitudine, il punto più alto del percorso, con un tratto in sterrato, tra alberi e nebbia, quello finale, il più fascinoso e mistico, illuminato da candele sui bordi per tutto il percorso: un incanto... 

(questa foto è stata tratta da Facebook ed è proprietà di Roberto Toti)

E poi subito il disincanto: giù! Uno sterrato reso umido, a tratti fangoso, dalla recente pioggia, ed ancora oscurità, ed ancora nebbia, ma tanta, tantissima adrenalina!!! 

  

Saliscendi, strade bianche e panorami mozzafiato, fino a Radi, primo punto ristoro, dopo 47,9 km, e due salti di catena. Arrivo penultimo del mio gruppo, ma ci ricompattiamo e mangiamo! Uva, banane, crostini di tutti i tipi, dolci e salati, salsiccia cruda, vino, succhi di frutta, thè, praticamente di tutto, ed io di tutto ho assaggiato... e male ho fatto per come stavo combinato!!!

                                                  

 Si riparte verso il primo checkpoint, a Murlo, dopo circa 8 km, con tanta fatica e ancor più appesantito. Una piazzetta, tanta gente, tutto si muove sfuocato, come in un sogno, ovattati rumori, e poi un musicale "TIN!",un campanellino, vedo una porta, bene a fuoco, come una grotta, un tunnel, ed 

in fondo la luce, e trovo la via... per il bagno. 40/45 minuti circa di sosta: 2 ottobre, la mia festa della liberazione! Il sole, mi fa ombra la leggerezza di un airone, petto in fuori verso il tavolo dei giudici di gara a timbrare il mio Route Book, ore 10:40. 

                         

E di nuovo in gara, senza zavorra giù per un ripidissimo sterrato, con l'adrenalina che mi zampilla per le orecchie. Il resto del percorso, fino al secondo ristoro è un susseguirsi di meraviglie 

                                 

col vento in faccia ed il supporto di compagni d'avventura fantastici che mi attendevano al secondo checkpointAsciano, ore 12:30. L'abbinato punto ristoro mi offre il primo incontro con la ribollita. Rifocillato, mi accorgo che, noi piccoli indiani, siamo rimasti in quattro: mancano Antonio D. e Gennaro, irraggiungibilmente in fuga.

Ripartiamo anche noi, incoscienti di ciò che incontreremo di li a poco, la più importante salita del percorso, il Monte Sante Marie, sterrato con pendenze assurde. Fatta quasi totalmente a piedi, nonostante ciò, alla sommità, ci siam dovuti fermare per recuperare fiato. Quei pochi che invece ne avevano ancora, lo utilizzavano tutto per soffiare le bestemmie più assurde e strane che abbia mai ascoltato, soprattutto dai toscani, veri maestri in materia! 

 ...e di nuovo giù, verso Castelnuovo Berardenga, ore 14:45, terzo ed ultimo punto ristoro, ma sembrava più un matrimonio: c'era di tutto, ed anche il piano bar! Più di un'ora di sosta, piacevole e rilassata, con i piccoli indiani rimasti: Luca, Antonio T. e Davide... 

  

             

...VVIAAAA, si riparte, discesa asfaltata, ma dura poco, la strada inizia dolcemente a salire, un bivio, un cartello: Brolio 8 km. Il ripido sterrato umido, fatto al mattino, nell'oscurità e nella nebbia, lo si ripercorre al contrario, sappiamo che è l'ultima sofferenza, ma sempre sofferenza da sommare alle precedenti. 

(Dino il Campione) 

 Il Castello di Brolio sullo sfondo, visto sdraiato su un muretto in pietra che delimita un vitigno, dopo aver trasportato la bici a mano per gran parte della salita, è uno spettacolo di una purezza assoluta! Raggiunto il Castello, tutta discesa fino al bivio per Gaiole, e poi leggera salita, come il mio sorriso, fino al traguardo, tra due ali festanti di persone, alle quali lanciavo pezzi di cuore per ringraziamento. 


Dopo circa 144 km. (e non 135 come dichiarato) ed 11 ore e 45 minuti, subito mi rendevo conto di aver vissuto un'irripetibile meravigliosa avventura!!! Ora vivo nella tristezza del troppo tempo che dovrà passare per la prossima Eroica, circa un anno, ma passerà, ed io ci sarò, cercando di far proseliti, compagni d'avventura per un divertimento ancor maggiore, ed ancora più incosciente mi iscriverò alla più lunga, la 209 km., per poter avere poi tanti dubbi, per poter poi dire: "ma chi me lo ha fatto fare?" Per poter poi avere un'unica certezza:

La mia stupidità!!!Ogni uomo ha una certa percentuale di stupidità, la mia è molto alta, tanto alta da esser pura follia, tanto alta da farmi EROICO


   

 

 

 



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